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giovedì 28 aprile 2011

"E lo so io icche sente. Sente odore del mi cane!"

Scena: passeggio lungo un viale alberato per portare fuori il cane a fare i suoi bisognini. Ore 16.30. Scena quindi bellissima, che potrebbe essere interrotta in maniera buffa e simpatica dal mio cane che appunto fa quel che deve fare, la cacca, nel mezzo di strada, interrompendo il corso delle macchine che di rado passano, ma sempre più spesso nel momento in cui Perla defeca.

Quando non caga, Perla ama andare a far visita ai passanti o alle persone sedute sulle panchine, cercando coccole e grattini e ricambiando con lunghe leccate alle scarpe e alle mani, dopo aver annusato la parte da leccare. Quest ultimo particolare mi da sempre un certo fastidio. Il fastidio della risposta necessaria che ogni persona annusata deve avere. Che il fatto che il mio cane annusi te sia dovuto al fatto che sente necessariamente odore di un altro cane. Perchè? Chi te l'ha detto? Cosa te lo fa pensare? I cani hanno un olfatto monotematico, sentono solo odore degli altri cani? Noi facciamo lo stesso? Vabbè che non vedono i colori, ma non per questo devono oltretutto sentire un odore solo.

E viceversa. Chi non possiede cani si stupisce del fatto che il mio cane stia annusando te. Siamo in democrazia, baby, c'è libertà di annuso, anche se non possiedi cani. Hai forse paura di quello che sta sentendo? Hai forse squartato qualcuno dieci minuti prima di riposarti su una panchina in un viale alberato, godendoti il paesaggio? Eri a godere delle gioie del sesso, della necrofilia, della numismatica, di che cazzo ti pare e inevitabilmente il sentore di ciò che hai maneggiato è rimasto addosso al tuo corpo, ti sei "sporcato" metaforicamente, e il mio cane ha il potere di capire cosa hai fatto nonostante tu pensi di non avere lasciato traccia. Questo ti intimorisce e lasci credere che sia solo una cosa per cani, per animali dello stesso genere, e che la tua vita non rientri in cose di questo genere. Beh, ti sbagli di grossa, tipo sulla quarantina in tuta e scarpe beige da ginnastica.

T'è andata bene che Perla non sa parlare, altrimenti...

mercoledì 20 aprile 2011

Articolo 1

L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro (?)
L'Italia è una repubblica democratica fondata (??)
L'Italia è una repubblica democratica (???)
L'Italia è una repubblica (????)
L'Italia è una (??????)
L'Italia è (????????)
L'Italia.

Senti come suona bene, facciamo la Costituzione e ci mettiamo "L'Italia". Come titolo, sai, c'hai presente? E' bene ribadirle certe cose. Perchè poi sembra che invece... no no, facciamo così dai.

Filosofia Picciola

"Non fare merenda in casa con quello che trovi nel frigo;
potresti ritrovartelo anche per cena"

giovedì 7 aprile 2011

Intenti

Ok. Ho provato a immaginarmi un ritorno in grande stile in questo blog ormai lasciato a sè stesso. Dopo l'idea magniloquente di un romanzo a puntate (che egoisticamente riguarderebbe solo la mia vita o quella di persone vicino a me, anche a causa della poca fantasia), dopo l'idea più modesta di qualche racconto breve (ma il problema dell'inventiva si ripropone), e dopo anche la riproposizione di qualche spezzone di internet degno di nota, ho optato per un elenco. Visto che dopo Saviano vanno di moda, sono carini in se per se quando sono fatti in maniera intelligente e vispa. Visto anche che alcuni compagni dell'università (alcuni=uno) hanno riportato in me l'attenzione verso le cose futili (anche troppa attenzione, cose anche troppo futili). Collegate il tutto con la sana devozione verso Facebook e avrete

Elenco delle cose che Mi piace

La forza di volontà del PD nei momenti di unione collettiva (si vedano le primarie). Quel senso di "unità" che dovrebbe dare un partito. Che puntualmente va a farsi fottere per diatribe interne, dichiarazioni mai rispettate, esponenti di un certo livello sul piede di guerra, critiche a go-go.
Il Post, sito dove puoi trovare dalla cronaca delle elezioni in Mozambico alle riflessioni di Facci contro tutto e tutti.
Makkox (chi ha visto il sito sa)
Le analisi sociologiche che mi strutturo nella mia testolina bacata sulle relazioni (di qualsiasi tipo) vere o presunte che nascono su Facebook
Le pippe mentali che nascono conseguentemente da qualsiasi parola, gesto, movimento proferito da un essere umano a me vicino e in qualche modo caro
Alla stessa maniera, tutte le pippe che si fanno gli studiosi di Diritto nell'analizzare i contenuti delle leggi per tirare fuori dalla forma la sostanza. Il meccanismo rimane sempre quello
Riuscire a sostenere una conversazione riguardante il calcio pur consapevole della mia ignoranza in materia e porsi in qualche modo ad un livello superiore rispetto agli altri partecipanti
La spuma bionda e al cedro
I fichi
Segnare sull'agenda le cose da fare durante la settimana e in qualche modo riuscire a farle in gran parte
La storia che ho vissuto ma senza rendermene conto ('90-'00)
Avere un qualche ordine nella propria vita
Riuscire a distruggerlo con una sola azione
Compiacersi dell'avere scritto qualcosa di interessante
Finire di ridere e prendersi sul serio
Scrivere elenchi cercando di far trasparire il meno possibile il proprio Io
Il Pci, perchè per quasi 50 anni non è riuscito a imporsi a livello nazionale. Provare a immaginare l'Italia governata da Berlinguer, ipotizzare una socialistizzazione del nostro paese, è come venerare tutti gli oggetti dell'immaginario collettivo
La Dc, e tutti i suoi meccanismi ipercomplessi per costruire una leadership
Sapere che questo post verrà linkato su Facebook, quindi parlare di analisi politiche su di un mezzo che ne farebbe anche a meno come il social network
La mia generazione
Parlare di pragmatismo a persone piene di ideali fino al collo
Continuare a dire che "il mondo non è tutto bianco o tutto nero, ma ci sono infinite sfumature di grigio"
Battisti nella sua parte di carriera intermedia
L'oroscopo di Internazionale
L'oroscopo della Gazzetta
L'oroscopo del City (l'unico dei tre che ci azzecca)
I Pan Goccioli e il Winter Taco, questo sconosciuto
Tumblr
Le parole ricercate ma non troppo
Le macchine d'epoca ma non troppo, tipo fine anni '80 ma anche inizio '90
L'alba, sia come fine di una giornata che come inizio
Non avere una fine per post come questi
Mettere un punto.

sabato 12 dicembre 2009

Fama Chimica

Corona condannato a x anni per estorsione. Ricattava i personaggi dello show business con foto compromettenti, effettuate durante pedinamenti al limite della distruzione della privacy. Per tutta la antipatia che si può avere per i personaggi esposti al pubblico tramite mass media, non si può negare loro comunque un minimo di riservatezza. L'antipatia, a mio avviso, la da più chi cerca di guadagnare da comportamenti o atteggiamenti di personaggi che magari hanno ricevuto la celebrità dal nulla per nessun merito. E' sempre notorietà riflessa, derivata, in secondo piano. Personaggi come lui dovrebbero contare meno di zero, se si ammantano di fama rubata a chi la fama, nel bene o nel male, la ha. E' un pò la storia dei parassiti, ma da lì ad arrivare a cercarsi una celebrità come "personaggio" ce ne corre. Vittima di un controsenso, di un maisenso, come dice un mio amico. "Il Robin Hood dei giorni nostri" non è riuscito a sottrarsi alla giustizia nostrana, Nottingham è lontana nel tempo e nello spazio e ogni tanto qui da noi qualcosa funziona, come la tanto bistrattata giustizia. Ma non è abbastanza, lo show deve andare avanti, anche quando i personaggi da sostituire cercano di arrampicarsi con le unghie e con i denti sugli specchi, spaccando scenografie con i pugni dalla rabbia oppure rinnegando la propria terra natìa. E ne ritornano di nuovi, ne arrivano di nuovi o di vecchi non ancora invecchiati, con un futuro davanti e una fedina penale (si presume) pulita. E la fame di fama o la fama da fame non si esaurisce.

martedì 17 novembre 2009

Una persona comune che parla di persone non comuni

Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa, il poeta nigeriano, un eroe dei nostri tempi
A sangue freddo, Il teatro degli orrori

Sono un eroe, perché lotto tutte le ore, sono un eroe perché combatto per la pensione
Eroe (storia di Luigi delle Bicocche), Caparezza


Questi due sono esempi di persone che hanno compiuto un azione ritenuta straordinaria dai più, che hanno lottato o lottano tuttora per un'ideale, un credo, un pensiero, uno stile di vita meritevole, che vivono impiegando molte delle loro risorse nella causa che sono impegnati a promuovere, sia essa la dura fatica di un manovale, sia la lotta contro una multinazionale del petrolio per la salvaguardia dell'ambiente e di un popolo intossicato dall'olio nero (qui maggiori informazioni). C'è chi ci ha rimesso la propria vita, chi invece se la vive ogni giorno, sempre peggio, senza gratificazioni morali o materiali. Queste persone, seppure nella loro diversità, vengono etichettate come Eroi. Ma l'eroe, così definito da altri, ha coscienza del suo stato? Ha coscienza del fatto che sta facendo qualcosa fuori dal comune? Cosa fa sì che la sua azione sia diversa da altre azioni di altri uomini? La straordinarietà, forse, l'irripetibilità. Wikipedia dice il sacrificio della propria vita. Per fini valorosi. E chi li decide questi fini? Chi glielo fa fare di buttare via la preziosa esistenza per poi avere un beneficio di cui non godrà? La morte può essere intesa come un ultimo gradino (o il primo) di una scala di ipotetiche azioni che possono portare a una notorietà e a una memoria nelle generazioni future (forse questa è la santificazione o l'idolatria, cammino sul filo del rasoio). Quand'è che il suddetto potenziale eroe sceglie di diventare eroe? E' una scelta inconsapevole, presuppongo. "Che lavoro vuoi fare da grande?" "Il supereroe" si rispondeva un tempo da bambini, ma anche i supereroi avevano i loro poteri per mano del fato o del caso. Per il fatto che è una cosa decisa a posteriori, dire "è stato un eroe" per me è sbagliato. Non è un eroe Saro-Wiwa, non sono eroi coloro che muoiono in guerra durante le missioni umanitarie, non sono eroi coloro che riescono a sopravvivere a un lavoro infame e misero, i vigili del fuoco e gli operatori della croce rossa non sono eroi. Sono persone che si sono scelte il loro percorso di vita, con maggiore o minore scelta. Loro stessi, in virtù della modestia che caratterizza le persone eccezionali, non si sarebbero definite eroi, ma persone che hanno svolto la "missione" prefissata. Penso di offenderle chiamandole così. Un modello per tutti noi, andrebbe bene? In nome dell'egoismo umano, personalmente, dico di no. E anche in nome della libertà di scelta della propria esistenza. Non dico nemmeno di fare della propria vita un modello, ritornando al discorso di prima. Tutto viene deciso dal caso, dalle situazioni, da come va. Ma come vivere senza avere dei punti di riferimento a cui farsi? Ecco, bella domanda...

venerdì 2 ottobre 2009

L'ultimo ultimatum stavolta lo dico io!

Nel momento del bisogno fisiologico c'è sempre qualcosa che manca in bagno: la carta igienica. Come al solito, rimane quel giro, giro e mezzo di rotolo prima che finisca, e vabbè, ci siamo passati tutti. Quello che non manca mai, nel mio bagno e in quello di molte persone, è la rivista. Non il giornale, ma la rivista. La "guida tv" che alla fine è il giornaletto di gossip, con notizie di nessuna importanza trattate con articoli multipli, foto di grande formato, interviste, approfondimenti e chi più ne ha più ne metta mentre per le notizie importanti è riservato un trafiletto senza nemmeno il titolo in grassetto (dare notizie futili: è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo). Dopo aver adibito alle mie funzioni corporali, butto l'occhio su una copertina di questa pagina che reca non mi ricordo quale titolo. Parla di un ultimatum tra una coppia, cose così. Mi ha colpito la testa visibilmente quadrata del ragazzo, che nemmeno uno scagnozzo del boss dei cartoni animati, e la faccia inebetita della sua compagna. Dicevo, il titolo parla di un ultimatum, penso da parte di uno dei due partners, affinchè l'altro ripensi a cosa c'è di sbagliato nella loro storia d'amore e non la faccia finire. Soprattutto, la notizia non è stata ricercata attraverso le più svariate fonti, anzi, è stata proprio una dichiarazione dei due!
Ora, conclusa la premessa, volevo raccontare il mio punto di vista. Mi domandavo: come mai c'è questa rinuncia alla privacy da parte di personaggi a me sconosciuti ma senz'altro conosciuti e ammirati al popolo del piccolo schermo, rinuncia inversamente proporzionale al desiderio di privacy delle persone normali, delle quali parte di esse si presume leggano queste riviste? Forse per rimanere sulla cresta dell'onda del successo? Per piacere personale? Perchè tutti i lettori sono loro amici o conoscenti? Perchè tanto vale dirlo pubblicamente prima che si vada a sapere da voci di corridoio, che potrebbero falsificare o manipolare la notizia? Dalla foto in copertina sembra proprio che insieme abbiano risposto al giornalista riguardo questa storia quasi al capolinea. Del tipo:

"Insomma, com'è successo che voi siate arrivati a questo punto?"
"Eh sai, io gli ho detto a lui: o così o pomì! Ora basta, tu non mi apprezzi per quello che sono!"
"Si, più o meno mi ha detto queste parole. E io gli ho risposto che non è vero, che non l'apprezzo per quella che è, che se non mi specifica le opzioni io che cazzo ne so qual'è quella giusta per stare con lei! Che poi pomì nemmeno la conosco, fosse bona ci faccio un pensierino"
"Ah ecco. Non ho altre domande"

Comunque sia, abbiamo bisogno di queste cose. Per svago, per farsi due risate, per invidiare, per non invidiare. Per cagare meglio.

venerdì 25 settembre 2009

Economia spicciola

"Dovrei passare tutta la vita a pensare alle cose che ho/Alle cose che vorrei/Al modo di raggiungerle/E poi a come difenderle?"

Fantasma, Linea 77

"L'economia, o scienza economica, studia il modo in cui gli individui si organizzano per sopravvivere e migliorare la qualità della propria vita. [...]
Un elenco di possibili obiettivi finali dell'attività economica:
a) soddisfacimento dei bisogni fisici fondamentali
b) felicità, intesa come soddisfazione, piacere, rispetto di sè e pace interiore. [...]"

Microeconomia, N. Goodwin, J. A. Nelson, F. Ackerman, T. Weisskopf, edizioni Zanichelli. Il mio libro di economia politica.

Secondo questo libro sì, gli individui migliorano la qualità della propria vita con soddisfacimento di bisogni fisici e mentali. Se poi vuoi passare una vita di merda, affari tuoi.