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mercoledì 17 novembre 2010

Real Current

Voi gliela avreste data una funzione socialmente utile a m20? (Il trasmettere musica non è annoverabile come funzione socialemente utile)

E invece, alla facciaccia mia e vostra, il programma Real Trust si unisce a Current e al posto che raccontare le storie di Sacchi o dei fratelli Wright prende stralci di documentari Vanguard del canale satellitare Current per far sentire come le storie a tempo di musica non sempre sono storie a lieto fine o interessanti. Possono anche essere storie tragiche, di prostituzione, di traffici di droga, e tanto altro. Onore e gloria a chi ha avuto questa idea.

Che poi, a ben vedere.. Non so qual'è il pubblico standard di m20, posso immaginare quale sia il pubblico di Current. Sicuramente i due non coincidono più di tanto (io mi trovo nell'intersezione) ma da ora in avanti un barlume di speranza in più per un'informazione estesa anche agli informazion-ofobi c'è

mercoledì 2 giugno 2010

L'Insolenza Fastidiosa Dei Miti In Divenire

Pochi giorni fa ricorreva il "compleanno" (non so se si può parlare di compleanno quando la persona è morta, forse la commemorazione della nascita, non saprei) di Bonzo Bonham, batterista dei Led Zeppelin morto 30 anni fa. Ora, vabbene che i Led Zeppelin erano uno dei più grandi, per alcuni il più grande, gruppo rock esistito nello scorso secolo, che con i soli primi 5 album sono riusciti a costruire qualcosa di inimmaginabile, una carriera e una fama immortale, una ricchezza spropositata, un posto nei miti del rock. Ma che io debba lodare e ricordare il compleanno non avvenuto di un uomo che per propria scelta si è ubriacato fino a vomitare nel proprio vomito, no, non è possibile. Fin quando si deve avere come obiettivo l'essere o il diventare delle rockstar e considerare dei propri idoli persone comuni che si sono autodistrutte con la stessa velocità con cui si sono messi in piedi? Come si può celebrare dal punto di vista umano, non tecnico, un uomo così? Rimane comunque un eccellente batterista, un esempio per chi vuole apprendere lo stesso mestiere, ma se vi accorgeste di stare seguendo anche dal punto di vista umano un coglione, come la prendereste? Quando arriverà l'anniversario della nascita di Bon Scott, farò ugualmente questo discorso, sostituendo alla parola batteristi la parola cantanti e i sostantivi simili, aggiungendo anche la nota che è ugualmente idiota ingozzarsi di Jack Daniel's per voler ottenere una voce potente e marcata e poi morirne. Se la professionalità e la qualità del live è merito dell'alcool, tanto di cappello. Ma le conseguenze poi si vedono sulla lunga distanza e sulla breve vita.

domenica 20 settembre 2009

si dice F**k You, si scrive Fuck You

Il caso: una canzone di Lily Allen si chiama Fuck You, fottiti. Togliendo tutti i possibili scandali derivanti dal titolo, la canzone è una bella canzone, una canzone pop con un piano che sembra giocattolo, un'allegra e se vogliamo dolce canzone pop che ti manda affanculo con simpatia. Niente a che vedere con quel rapper che sfondò le classifiche con una canzone omonima perchè gli avevano fatto le corna o, per rimanere in territorio italico, con "Vaffanculo" di Masini. E' una bella canzone quella di Lily Allen e lei giustamente l'ha scelta come singolo. Sono andato a cercarmi il testo e in pratica è un'invettiva contro lo stereotipo di persona cattiva, un razzista a favore della guerra con un seguito di picciotti appresso. Il vaffa ci sta bene, a mio avviso. Poi c'è modo e modo di dirlo; io un modo più carino di questo non l'ho ancora trovato. Comunque, dove sta il fattaccio? Ora ve lo racconto. La prima volta che ho sentito questa canzone è stata alla radio. Non censurata. (E tutti ora capiscono dove voglio andare a parare). La seconda è stata in tv, su Mtv. Censurata, con un trillo di campanellini. Provate a immaginare il fastidio provocato da un trillo ripetuto almeno 6 volte per ritornello senza considerare i cori. La censura è per non sentire parolacce in televisione, come quando censurano le puntate dei reality show quando i concorrenti litigano. Soltanto che nei reality show i concorrenti inveiscono in italiano, per cui ha un senso censurare parole che i minori (intendiamoci, i minori di 6, 7 anni, ma anche meno, perchè da quell'età in su le sanno già tutte e sono in grado di ripeterle). Censurare parole in inglese che i bambini italiani non capiscono è già diverso, si potrebbe fare un eccezione. Se la parola "fuck you" non è accompagnata dal dito medio, chi potrebbe capirne il significato non conoscendo la lingua? Oltretutto, quando è pronunciata e non scritta, la cosa è ancora più difficile, si potrebbe fare uno strappo alla regola. Penso che il video provenga da Mtv Uk, dove la censura è necessaria, ma qui no, almeno non per gli italiani fino all'età adolescenziale. Vabbè, non stiamo a impuntarci per un niente. E invece no. Magicamente, alla fine del video, arrivano i sottotitoli dove appare il nome dell'artista, Lily Allen, e il titolo della canzone, Fuck You! Ta-dah! La censura è magicamente sparita. Ora si che i ragazzi possono comprendere la parola occultata, ora si che possono scriverla, ora si che possono chiedere il significato mettendo i professori d'inglese in imbarazzo, ora si che possono farsi dire il significato da un qualsiasi ragazzo italiano con un minimo di nozioni di inglese (e anche se non ce l'avesse, le parolacce nelle lingue straniere si sanno sempre quando si fa qualche viaggio all'estero). Ora si che questi bambini possono mandare affanculo in inglese papà, mamma, nonni, zii, parenti, amichetti, persino i maestri. Ora si! Tutto questo per colpa di una televisione che ha voluto censurare la canzone ma non i sottotitoli di essa!

lunedì 17 agosto 2009

I'm gonna fight'em off

Bossi ha lanciato l'idea. Io la modifico. Il "Va Pensiero" non lo conosce nessuno, si fermano tutti a "sull'ali doraaaaate".

Ci vuole qualcosa di semplice, intuitivo, conosciuto e senza troppi significati risorgimentali. Ormai i ggiovani ne hanno piene le scatole delle Guerre d'Indipendenza, perchè ne abbiamo combattute centinaia e non ne abbiamo mai vinta una, dei morti in battaglia (se perlomeno ne avessimo vinta una che fosse una allora ricorderemo quella), della lotta per l'unità nazionale (quando ormai c'è chi rimpiange i Borbone, i Savoia versione regionale e gli Asburgo).
Ci vuole qualcosa che unisca davvero, che ha già unito tutti in passato, ma non in un passato troppo remoto, recente, attuale, del XXI° secolo.

Ci vuole... Ecco cosa ci vuole: QUESTO. E stavolta non facciamo la cavolata di usarla interamente come inno. Basta il ritornello, facciamo 7 o 8 giri di ritornello e poi basta, ok?

lunedì 20 luglio 2009

Se potessi avere mille lire al mese ovvero come non ci si accontenta mai

Non vorrei continuare a scagliarmi contro gli hip-hoppettari però anche loro se le cercano. J-ax e Marracash che cantano "il commercialista è la vera rockstar, ho sbagliato mestiere, altro che fare l'artista". Dio mio che palle. Non ho voglia nemmeno di commentare, e dire che mi piace parecchio e provo sollievo e soddisfazione a fare critiche. Ma cosa vuoi che sei riuscito anche a sfondare cantando, che è la tua passione, hai successo e ci campi? Se riesci a farti la denuncia dei redditi da solo bene, se non ci riesci il commercialista la fa per te e poi molto probabilmente prende una quantità di soldi proporzionale al calibro dei clienti che ha. Che non sarebbe giusto si sa, ma in un mondo d'ingiustizie funziona così. Queste canzoni le puoi fare quando non sei nessuno, a un certo livello è come i Clash che cantano Career Opportunities allo Shea Stadium prima di sciogliersi. Cadi in una certa contraddizione dovuta alla tua fama e al tuo reddito (il paragone è esagerato ma è il primo calzante che m'è venuto in mente). Senza parole.

mercoledì 24 giugno 2009

In Inghilterra, In Inghilterra, In Inghilterra

Ieri notte su Mtv mi è capitato di vedere l'ultimo, penso, video di Fabri Fibra. Il titolo è "Speak English". Cosa ti aspetteresti mai? Una storia di periferia, di razzismo, degrado, cose così.
Non proprio.

Il ritornello parte subito con una decina di martellanti "voglio andare in inghilterra, in inghilterra, in inghilterra, in inghilterra". Vacci, che ti devo dire, non ti obbliga nessuno a stare qui, i tuoi fans forse. Ah, ho capito, vuole sottolineare la nuova moda di quest'anno, il viaggio estivo a Londra, ti trovi un lavoro e ti paghi le spese. Se è così ha colpito nel segno, una decina di miei amici sono laggiù ora, ma non tutti hanno trovato lavoro. Capita.

Tornando alla canzone, la prima strofa è un modo come un altro per evitare il difficile compito di scrivere rime:

a Brighton per chiedere a qualcuno: come stai? si domanda e si risponde: alright, mate
se invece una persona ti guarda male e ti vorrebbe picchiare dice:alright , mate
in inghilterra se vuoi avere un conto in banca basta dire: alright mate
e quando invece non hai voglia di parlare basta solo che tu dica: alright mate

E grande Fibra, già quattro versi te li sei sbolognati senza dire un cazzo nulla. Proseguiamo.
Per attirarsi l'attenzione dei trasgressivi comincia a elencare i veri pregi del Regno Unito, ovvero fumo buono e ragazze che la danno via. Un altro punto a tuo favore mate!

Di nuovo ritornello e qui incomincia la parte migliore della canzone:

In inghilterra sei al verde: avrai un sussidio
in italia sei al verde: io non ti invidio!
in italia sei gay e ti sfotte la gente
in inghilterra sei gay: ti fanno dirigente!

Sulla prima parte ha ragione, questo è il primo attacco valido alla nostra nazione, sulla seconda parte anche no. Si, c'è il razzismo riguardo gli omosessuali, il matrimonio non è consentito, Povia e tutto il resto, ma non è che se sei gay in Inghilterra ti fanno dirigente solo per il fatto che sei gay.
Si, lo so che è scritto apposta per semplificare tutto, ma così è troppo.

Il bello arriva ora:

in italia le ragazze hanno la pelle liscia
in inghilterra le tipe bevono vodka liscia,
poi ti scopano in bagno, mentre fai la piscia
con l'amica ubriaca, stesa a terra che striscia

Ora, vorrei dire una cosa. Le esigenze della metrica per un rapper sono tutto. Ma la piscia, la piscia signori è proprio ... non so come esprimermi. Io penso che il termine "piscia" sia usato in una certa fascia d'età, tipo tra i 6 e 7 anni, quando ancora sei troppo innocente per dire "vado a pisciare" e troppo preadolescenziale per usare ancora "vado a fare la pipì". Non finisce qui comunque.

in inghilterra la disco martella
il rap martella
l'hip-hop martella
la figa saltella
la brutta e la bella, la zia e la sorella, la grassa e la snella
who is number one?
a bullet for my gun
tipo duran duran
siamo hip-hop hooligans raga!

Si ok, non hai detto nulla.

enjoy the silence: sì, è quello che vorrei fare adesso
ma qui in italia tutti parlano di sesso
però nessuno riesce a farlo spesso
in inghilterra invece è tutto diverso: non ti stressi, non ti confessi
e le ragazze non si fanno i complessi
mentre da noi se li fanno pure i cessi
e se invece guardi le cose ottenute,in inghilterra per la strada non ci sono prostitute
in inghilterra se vuoi farlo ci stanno le case chiuse
mentre qui le prostitute stanno rinchiuse

Finalmente una cosa vera, diamine, tre minuti e mezzo di inutilità per una cosa vera, finalmente dai. L'argomento è sempre quello della prima strofa, non possiamo chiedere altro, però l'analisi sociologica è venuta bene dai.

in inghilterra è più importante il lavoro della famiglia
in inghilterra non è oro tutto quello che brilla
in inghilterra se fai musica hai un futuro
in inghilterra un premio di mtv io l'avrei vinto di sicuro

La chiusura parte bene e finisce male. Velati confronti con la patria come prima. Un futuro nel mondo della musica lo vedo un pò difficile anche in Inghilterra, ma in confronto alla situazione italiana è come una vita di rendita contro 500 euro al mese. Tutta un'altra cosa.

Soprassediamo riguardo al premio, mi interessa poco.

Consiglio: torna a surriento Fibra, che sembri il classico turista italiano quando parli dell'Inghilterra, donne, soldi e pochi valori. Torna con la Nannini a parlarci dei problemi dell'Italia, o chiedici applausi, insomma, fai quello che ti riusciva meglio, e se ti va di andare in Inghilterra vacci, punto e basta.