giovedì 18 febbraio 2010

Scampoli

L'Italia non è di fronte ad una nuova Tangentopoli e il fatto che ci siano stati molti arresti di personaggi coinvolti in fatti di tangenti e che diverse inchieste, da Milano a Roma a Firenze, riguardino atti di corruzione e concussione è semplicemente dovuto a comportamenti «birbantelli» da parte dei singoli (Silvio Berlusconi, via Corriere della Sera)

"Mi trovo davanti a un mariuolo che getta un'ombra su tutta l'immagine di un partito"

«fatti personali che rientrano nelle statistiche» che dimostrano come su 100 persone possono esserci «1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale»

«Già nel '94 - ha argomentato - hanno cercato di farmi fuori con le indagini giudizarie, con gli avvisi di garanzia. Poi hanno cercato di rovinare le aziende della mia famiglia, ma anche in questo non ci sono riusciti. Ed allora cercano di farmi fuori fisicamente... Non è cambiato nulla»



Trovate l'intruso (che poi tanto intruso non è).

mercoledì 3 febbraio 2010

Dove Andremo Mai A Finire?

Problema: il premier ha dei problemi con la giustizia che, dice, gli impediscono di governare. Ha preso la sua bella maggioranza dei voti, ha il governo nelle sue mani eppure, c'è quel pizzicorìo che lascia il passato, quella sensazione di cose fatte male e nell'illegalità che non lo lasciano governare come dovrebbe. Eppure, ha tutto il tempo per farlo. La presenza ai processi è nulla, in Parlamento idem, il lavoro grosso lo fanno i ministri, sotto le sue idee, e gli avvocati, questi invece indipendenti perchè per scovare cavilli e formulare proposte di legge assurde è necessario un lavoro intellettuale in solitaria notevole. Al Milan non si sente più parlare di lui da quando ha fatto salire su un tavolo Ronaldinho per far capire alla squadra che sarebbe stato lui a portarli tutti quanti nelle vette delle classifiche e dei tornei, tant'è che non capiva (o non sapeva) il perchè dell'acquisto di Mancini.

Niente, non si riesce a far rilassare il cav. Come si fa? Proviamo a rimandare i processi, vediamo se si calma. Non è una cosa eccezionale, ma meglio di niente. Non toglierà l'ombra del giudizio universale finale per il signor B. ma almeno la sposterà sei mesi più in là volta dopo volta.

Soluzione:
A) si prende il legittimo impedimento così come ce lo propongono. Chissenefrega. Tanto ce l'avrebbe fatta lo stesso.
B) si cerca di fare opposizione, di spiegare a più gente possibile che vige un principio di uguaglianza della legge di fronte a tutti i cittadini, siano essi presdelcons che manovali, di denunciare questo fatto ritenuto scandaloso e sintomo di un qualcosa più grande a venire.
C) ci si astiene. Si è contrari alla legge eh, però ci si astiene. "Si lo so non è una bella legge, non la vorremmo nemmeno, però così almeno la smettiamo di pensare solo al premier, e che diamine! Vogliamo le riforme, vogliamo cambiare questo paese!". Voi eh. Voi volete fare le riforme. Voi. (Crisi d'identità evidente).
D) si continua a dissentire in modo volutamente esagerato. Sia che si dica in modo pacato che incazzato non cambia nulla, e allora facciamo casino.

domenica 20 dicembre 2009

Chiudiamo (il) Facebook (di qualcuno)

Polemiche e polemiche, "a valanga" è il termine giusto per questa stagione siberiana, riguardo la possibile limitazione delle libertà di espressione poste da Facebook. Il bello, per gli spettatori, e il brutto, per gli attori al di fuori del mezzo di comunicazione, è la enorme libertà senza limiti di cinismo, buona creanza, comune senso del pudore. Proprio per questo che comici come Luttazzi si sentono a proprio agio nel web, senza fari puntati a sentenziare la volgarità e l'eccessivo eccesso della battuta. Per Grillo è lo stesso, la critica spudorata si è insediata dentro le menti dei seguaci dell'ex comico fino a diventare un canone da rispettare per ogni cosa (trascurando le debolezze umane; sembra quasi una replica delle severità del Medioevo e dei Savonarola esistiti nella storia). Se riscuotono successo vuol dire che queste cose fuori controllo piacciono, a tanti, e si vede. Finalmente il singolo ascolta quello che vorrebbe sentir dire, si esprime come vorrebbe, come farebbe anche nei discorsi comuni se non fosse che il luogo pubblico o privato da una maggiore esposizione rispetto ad internet, dove invece puoi essere chi vuoi, anche te stesso, ma nessuno ci penserà più di tanto.

Cosa succede su Facebook: essendo un luogo di incontro, si hanno dei dibattiti, delle discussioni o si esprimono semplicemente pareri. Sui fatti del giorno, su delle sciocchezze, magari anche dei luoghi comuni veramente tristi. Sui "gruppi" che il singolo condivide, facendo sua l'idea o il concetto che sta alla base del gruppo in sè. Sotto ai gruppi messi nella bacheca a ognuno è data la possibilità di dire la propria, commentare in sostanza. E nei commenti può emergere una riflessione seria, uno sforzo intellettivo oppure le parole che si direbbero nella vita quotidiana. Ecco, il più delle volte emergono queste ultime. Perchè? Perchè è un pò come essere al bar, senza però esserci veramente. Il pensiero è quello in entrambe le situazioni, però molte volte tra il pensiero e la parola ci sono ostacoli che non prevedi, le barriere del buon senso di cui parlavo prima. Io penso che su internet queste barriere scompaiono. Anche nel caso tu dica un'opinione sbagliata, non condivisa da nessuno, comunque, e sottolineo comunque, vali quanto gli altri che ti ordinano di smetterla. Nè più, nè meno. Quindi perchè peritarsi a dire la propria. Fallo e basta, tanto comunque dopo sarò sempre lo stesso tizio di prima e gli altri pure. Per cui, quando la gente pubblica sulla propria bacheca il gruppo "Fans di Tartaglia", lo fanno perchè pensano inconsciamente che l'aggressore di Berlusconi ha fatto bene a tirargli il Duomo in scala ridotta nel viso. Durante una discussione con sconosciuti o persone poco conosciute avrebbe condannato il gesto, ma nel privato, con gli amici che si sa che votano partiti di sinistra, si fregano le mani dalla contentezza. E anche i politici avranno fatto così. E' sempre stato così e sempre sarà. Fare il moralista in queste situazioni è molto, ma molto, rischioso. Si limita la libertà di pensiero, prima che la libertà di manifestazione del pensiero, libertà che si limita già da sola nelle discussioni pubbliche, cioè nelle occasioni in cui è necessario tenere un certo comportamento. Punto.

domenica 13 dicembre 2009

sabato 12 dicembre 2009

Fama Chimica

Corona condannato a x anni per estorsione. Ricattava i personaggi dello show business con foto compromettenti, effettuate durante pedinamenti al limite della distruzione della privacy. Per tutta la antipatia che si può avere per i personaggi esposti al pubblico tramite mass media, non si può negare loro comunque un minimo di riservatezza. L'antipatia, a mio avviso, la da più chi cerca di guadagnare da comportamenti o atteggiamenti di personaggi che magari hanno ricevuto la celebrità dal nulla per nessun merito. E' sempre notorietà riflessa, derivata, in secondo piano. Personaggi come lui dovrebbero contare meno di zero, se si ammantano di fama rubata a chi la fama, nel bene o nel male, la ha. E' un pò la storia dei parassiti, ma da lì ad arrivare a cercarsi una celebrità come "personaggio" ce ne corre. Vittima di un controsenso, di un maisenso, come dice un mio amico. "Il Robin Hood dei giorni nostri" non è riuscito a sottrarsi alla giustizia nostrana, Nottingham è lontana nel tempo e nello spazio e ogni tanto qui da noi qualcosa funziona, come la tanto bistrattata giustizia. Ma non è abbastanza, lo show deve andare avanti, anche quando i personaggi da sostituire cercano di arrampicarsi con le unghie e con i denti sugli specchi, spaccando scenografie con i pugni dalla rabbia oppure rinnegando la propria terra natìa. E ne ritornano di nuovi, ne arrivano di nuovi o di vecchi non ancora invecchiati, con un futuro davanti e una fedina penale (si presume) pulita. E la fame di fama o la fama da fame non si esaurisce.

martedì 8 dicembre 2009

Dietrologia (?)

Per quelli che pensano che le coincidenze, soprattutto in politica, sembrano più artefatte che autentiche.




Troppa grazia a Sant'Antonio, aver preso due pezzi grossi di Cosa Nostra subito dopo il No B. Day, dove il grido "Mafioso!" era uno degli slogan più sentiti nelle piazze e nelle strade.